Depressione

Spesso vedere tutto nero porta ad una mancanza totale di energie, di iniziativa, di voglia di fare, fino, nelle forme più gravi alla “morte apparente”, ossia alla rinuncia totale ad ogni attività fondata sull’idea di essere vittima di qualcosa che non si può combattere o superare in alcun modo.
È interessante come Salposky nel libro “perché alle zebre non viene l’ulcera” spieghi come una zebra trafitta dalla zanna di un elefante manifesti dei sintomi sovrapponibili a quelli della depressione (inappetenza, perdita di interesse per il cibo, aumento delle ore di sonno, stanchezza, rallentamento psicomotorio, isolamento).
La differenza tra l’uomo e la zebra è che quest’ultima possiede una corteccia cerebrale molto limitata mentre nel cervello umano, proprio in virtù dell’evoluzione della corteccia cerebrale, esiste la possibilità di provare le stesse sensazioni della zebra vivendo un’esperienza emotivamente simile, come uno stress violento e prolungato, ma anche solo immaginando di viverla, inducendo nel cervello una serie di risposte patologiche semplicemente immaginando di essere trafitti dalla zanna.
In ottica strategica la depressione è una reazione patologica, che può essere effetto o di un altro disturbo cronicizzato non trattato in maniera adeguata o di eventi che determinano una perdita importante per la persona (lavoro, partner, lutto, delusioni da parte di sé stessi o da parte di altri significativi).
L’obiettivo della terapia è quello di rompere la credenza per cui si è vittime impotenti di qualcosa contro cui non si può combattere di modo da permettere alla persona di ridiventare protagonista della propria vita, riappropriandosi della propria capacità di reagire e di provare a costruire un futuro differente, ricordandosi che basta un solo raggio di sole per dissipare anche il buio più profondo.

Per approfondire

  • Meringolo, P., Chiodini, M., Nardone, G. (2016). Che le lacrime diventino perle. Sviluppare la resilienza per trasformare le nostre ferite in opportunità. Ponte alle Grazie, Milano.
  • Pettenò, L., Muriana, E., Verbitz, T. (2006) I volti della depressione. Abbandonare il ruolo della vittima: curarsi con la psicoterapia in tempi brevi. Ponte alle Grazie, Milano.
  • Nardone, G., Cagnoni, F., Milanese, R. (2021) La mente ferita. Attraversare il dolore per superarlo. Ponte alle Grazie, Milano.